3. Irene B., Ion C., Stefania, Xiang, Eros, Massimo G. Coordinate narrative - Personaggi essenziali: un cacciatore di circa vent'anni (protagonista); un cane - Tempo della vicenda: Paleolitico - Durata della vicenda: alcune settimane - Luogo: lungo il fiume Sile, tra accampamenti di raccoglitori-cacciatori
Racconto di Italiano
Titolo: Ritorno al Passato
Tutto era pronto; i macchinari funzionavano perfettamente.. quell'esperimento sarebbe stato un successo per l'intera umanità del XXI sec. in quanto avrebbe potuto portare a scoperte scientifiche e storiche, ancora oggi sconosciute, del mondo preistorico. lo scienziato scelse come cavia due soggetti; un uomodi circa vent'anni ed un cucciolo di Beagle.
dopo un addestramento per questo esperimento, che li avrebbe portati in un ambiente estraneo alla loro realtà quotidiana, i due soggetti si trovarono dentro il laboratorio, pronti alla partenza. Dopo un paio di minuti per prepararsi psicologicamente, i due soggetti entrarono nel gate che li avrebbe trasportati nel passato.
eccomi qui.. ora mi trovo in un paesaggio nel quale l'ambiente naturale, prevale in tutto il territorio. Io e Byron insieme, solo noi due in un deserto verde. Nelle vicinanze vi è un fiume che azzarderei a dire che sia il Sile, sperando che durante il viaggio non ci sia stato qualche problema e quindi che non siamo stati teletrasportati dall'altra parte del mondo.
l'unica ragione che mi ha spinto a far parte di questo progetto, è quella che nella vita che facevo nel presente era uno schifo mi ritrovavo con una ragazza nuova ogni notte, spendevo i miei soldi solo nel divertimento, non capivo più quello che volevo fare di questa vita. Ormai non aveva più senso vivere in una condizione simile; dovevo dunque dare una svolta a tutto quello che mi circondava e proprio in quel momento ho visto nel telegiornale in cui si parlava di uno scienziato che negli anni precedenti aveva progettato una macchina che avrebbe potuto portare l'umanità nel passato. É allora che ho trovato la cosa che avrebbe cambiato radicalmente il mio stile di vita. Sarebbe stata una sfida con me stesso.
Byron corre tutto felice lungo il sentiero che separa l'ambiente selvaggio dal fiume, io lo inseguo, mi fido pienamente del suo istinto. In questo preciso istante l'unico punto di riferimento che ho è proprio lui, un cane. ci incamminammo per un piccolo sentiero, forse l'unica via che mi avrebbe portato a qualche accampamento, ad un pò di compagnia e invece no... solo noi due e la nostra ombra riflessa nell'acqua del fiume. A dire la verità non so nemmeno se siamo da soli; l'unica cosa certa è che siamo due piccoli esseri viventi in un'immenso paesaggio naturale come questo. Come prima cosa da fare devo trovare del cibo, sono indeciso se fare una canna da pesca o direttamente un arpione, mi devo sbrigare sta iniziando a farsi buio. Lascio Byron a far da guardia alla canna da pesca fatta con un ramo caduto vicino a noi e intanto io con una lancia fatta legando il mio coltello ad un bastone piuttosto lungo sto cercando un luogo dove accamparci e dormire magari durante questa ricerca avro' la possibilita' di trovare altro cibo. Ecco ho trovato due alberi su cui costruire un' amaca per me e una ancora piu' su per Byron. Proprio quando ho finito e sto tornando da Byron vedo che la canna inizia a scuotersi, deve aver abboccato un pesce!Corro verso la canna da pesca piuttosto rudimentale e cerco di tirare su la "cena". E' un pesce gigantesco!Temo che la canna non regga il peso quindi cerco in qualche modo di avvicinare la bestia e ho intenzione di tuffarmi e ucciderla con la lancia. Come volevasi dimostrare, la canna si e' spezzata in due, ma sono riuscito lo stesso a catturare questo enorme pesce. credo che pesi una trentina di chili. Ormai il sole sta calando e mi affretto ad accendere un falo' su cui porre il pesce per cuocerlo.
Io e Byron ci gustiamo questa bella cena a base di erbe,raccolte in giro e pesce. Byron non sembra piacere ma mangia lo stesso.Il giorno seguente ci svegliamo all' alba la temperatura è di 18°, si sta veramente bene. Iniziamo a perlustrare il territorio troviamo delle carcasse di animali per terra e delle orme che sembrano umane e non sono poche! Deve essere un gruppo di 15 cacciatori circa. Byron annusa le orme lasciate e inizia a correre io lo seguo ma per qualsiasi uomo è faticoso stare al passo con un cane. Ci fermiamo davanti ad un dirupo, sembra che la pista termini qui. E infatti al di sotto di questo precipizio proviene del fumo. Cerco una strada che ci possa condurre lì nelle vicinanze vorrei evitare un approccio diretto con questa tribù composta da una trentina di persone tra anziani bambini e cacciatori. Potremmo essere scambiati per nemici e preferirei evitare di ritrovarmi in una situazione del genere.
Eccoci siamo a poche decine di metri dall' accampamento.... siamo arrivati all’accampamento ed in lontananza vedo un gruppo di uomini che mi vengono incontro con aria sospettosa. A debita distanza li chiedo il loro nome, ma loro non rispondono ed emettono suoni particolari; li raggiungono altri compagni armati. Per un po’ di secondi fisso lo sguardo negli occhi di ciascun componente della tribù i quali, attraverso un corno naturale, chiamano a partecipare al confronto anche il capo del gruppo. A colpo d’occhio noto che la persona che si stava lentamente avvicinando, il capo, non ha l’aspetto di quegli uomini primitivi, sporchi, con i capelli e la barba lasciati allo stato selvaggio.. lui no; è un uomo ben curato, di carnagione chiara, con vestiti lunghi ed un paio di scarpe da ginnastica a differenza degli altri che vivevano ricoperti di pelli di animale ed attraversano la foresta a piedi nudi. Provo subito una sensibile confidenza ed il mio istinto mi porta a chiedergli il suo nome. “mi chiamo Riccardo, ma da quando vivo qui il mio soprannome in tutta la tribù è Ricky.” “come mai affermi – da quando vivo qui-? Dove vivevi prima? Immerso nelle foreste?” “prima di trasferirmi in questo posto, vivevo a Padova; ora ti trovi all’inizi della civiltà, dove tutto è una scoperta, non è la tecnologia che domina il mondo ma bensì la caccia, la pesca e la fortuna di trovare un posto per dormire durante la notte. Tu invece come mai ti ritrovi nel bel mezzo della natura accompagnato da un cane?” “beh, sono arrivato un giorno fa tramite uno scienziato il quale ha voluto sperimentare un viaggio nel tempo. Sinceramente parlando, in confronto alla vita che facevo in precedenza, credo che questo viaggio, questa scoperta, questo mondo sia una sfida con me stesso con la quale dovrò scontrarmi tutti i giorni. Ora lascio la mia vita nelle mani della fortuna e spero che questo mi porti ad avere una conoscenza di me stesso più profonda.” “come posso capirti.. anche io provavo le tue stesse emozioni nel momento in cui sono arrivato, ma ho trovato loro, un’insieme di uomini coraggiosi, senza la paura di scontrarsi con le difficoltà di tutti i giorni; loro mi hanno aiutato e continuano ancora a farlo. Hanno scelto me come capo branco poiché ho alle spalle l’esperienza di anni nei quali la realtà era molto diversa di quella di adesso. Non li lascerò mai soli per il semplice motivo che mi hanno aiutato soprattutto a crescere sia psicologicamente che fisicamente apprezzando qualsiasi cosa e venerando ogni vita che nasce, che entra nel gruppo o che purtroppo per cause divine, alle quali dobbiamo ancora dare delle risposte scientifiche, se ne vanno.” “Ed in quale modo vorresti ricambiarli il favore?” “Non ho in mente casi particolari, ma ogni qualvolta avranno bisogno di me sarò sempre pronti ad aiutarli. Qualche giorno fa, ci siamo scontrati con una tribù rivale; hanno rubato ogni oggetto che addobbava le tende ed il bestiame utili per la loro sopravvivenza. Inoltre hanno rapito alcune persone, e ora solo Dio sa che cosa staranno passando, ridotti come schiavi. Ho passato due giorni nel quale la mia mente pensava solo a lui; Gianni.. era il mio assistente e tutt’ora nel mio cuore lo è ancora. È stato rapito da quel branco di malviventi; chissà ora dov’è, che cosa fa, magari è più felice di quando era con me, di quando correvamo insieme per la foresta in cerca di qualcosa che magari neanche esisteva; eravamo felici di essere quello che eravamo, scoprivamo il mondo, ci comprendevamo con un semplice sguardo. Eravamo più di semplici assistenti, era il mio migliore amico. Ed è per questo che rimarrò qui a finire i miei giorni; voglio la mia vendetta, rivoglio indietro quella persona che mi ha fatto crescere, scoprendo me stesso anche se rimarrà un vuoto dentro di me. Pur di non pensare a lui, passo le mie giornate nella tenda, addormentandomi immaginandomelo attraverso i migliori ricordi che ho del suo viso, della sua voglia di vivere e di scoprire il mondo.. e ora scusa ma parlando di lui mi è venuto un vuoto allo stomaco ed è meglio se ne riparliamo domani. Qui c’è una tenda disponibile ad accoglierti se ne hai bisogno; per noi accogliere le persone è al primo posto del nostro regolamento, e se hai bisogno di cibo per te e per il cane, basta che parli con le donne sedute nell’angolo. Loro sapranno cosa prepararti..” “Ti ringrazio veramente, saprò ricambiarti il favore. A domani capo.” Da massimo: Oggi ci siamo svegliati molto presto, io con le coccole di Byron, mentre Ricky era in piedi da tempo, come sua abitudine . Dopo esserci vestiti abbiamo deciso di andare dalla tribù in cui Gianni era prigioniero così potevamo liberarlo. Il loro villaggio è molto bello,ben organizzato, ma arrivati lì loro senza esitare ci hanno catturano e ci hanno messo in una struttura rinchiusa. Passati un paio di minuti viene il loro capo, il quale, secondo il nostro istinto, ci vuol rendere schiavi. Portano Ricky in un’altra stanza mentre mi lasciano qua con Byron. Sento delle urla che provengono dall’altra stanza , forse stanno torturando Ricky. Finite le urla vedo che portano un lettino nel quale è disteso un corpo privo di vita; esso è avvolto in una tenda bianca ed il mio impulso mi dice che quel corpo sia proprio quello di Ricky.
Da Ion C: Ci sono rimasto davvero male alla vista del corpo inanimato di Ricky,anche se lo conoscevo da poco alla vista di un cadavere dubito che qualcuno riesca a rimanere impassibile. Speravo che grazie al suo aiuto sarei riuscito a tornarmene a casa. Credevo che quest’ esperienza mi avrebbe dato quella scossa che mi mancava nella mia vita precedente.
Un uomo esce da un altra stanza strisciando ed appena vede Ricky disteso sul lettino privo di vita, grida un urlo di disperazione. A quanto pare i due si conoscevano e, appena mi vede si scaglia su di me.
Inizia ad farfugliare qualcosa, non riesco a comprenderlo. Ma da quel che noto ha gli stessi attributi di Ricky, ovvero sembra essere molto più evoluto rispetto agli altri.Probabilmente è Gianni, l'amico disperso del povero Ricky.Beh, proviamo a parlarci. Magari, anzichè urlarmi cose senza senso potremo avere una discussione normale. Cerco di tranquillizzarlo ma è piuttosto complicato visto che è in preda alla furia dato che gli è morto un amico a cui era legato. ComeVolevasiDimostrare. è Gianni e sembra che si sia calmato dal momento in cui ho iniziato a parlare. Deve aver capito che come loro due provengo dal futuro. tutto d'un tratto mi prende per il braccio e scappa in direzione della cascata distante qualche decina di metri. La tribù se ne accorge e inizia ad inseguirci. Gianni mi porta dentro alla cascata dove vi è un tunnel che percorriamo fino a ritrovarci dall'altra parte della cascata. Cerchiamo di chiudere l'uscita con tutti i massi che troviamo. Il povero Byron è sempre più affaticato, sto iniziando a preoccuparmi seriamente per lui. Dopo aver chiuso l'uscita che li avrebbe portati a noi ci sediamo e riprendiamo fiato per questa corsa.
Coordinate narrative
- Personaggi essenziali: un cacciatore di circa vent'anni (protagonista); un cane
- Tempo della vicenda: Paleolitico
- Durata della vicenda: alcune settimane
- Luogo: lungo il fiume Sile, tra accampamenti di raccoglitori-cacciatori
Racconto di Italiano
Titolo: Ritorno al Passato
Tutto era pronto; i macchinari funzionavano perfettamente.. quell'esperimento sarebbe stato un successo per l'intera umanità del XXI sec. in quanto avrebbe potuto portare a scoperte scientifiche e storiche, ancora oggi sconosciute, del mondo preistorico. lo scienziato scelse come cavia due soggetti; un uomodi circa vent'anni ed un cucciolo di Beagle.
dopo un addestramento per questo esperimento, che li avrebbe portati in un ambiente estraneo alla loro realtà quotidiana, i due soggetti si trovarono dentro il laboratorio, pronti alla partenza. Dopo un paio di minuti per prepararsi psicologicamente, i due soggetti entrarono nel gate che li avrebbe trasportati nel passato.
eccomi qui.. ora mi trovo in un paesaggio nel quale l'ambiente naturale, prevale in tutto il territorio. Io e Byron insieme, solo noi due in un deserto verde. Nelle vicinanze vi è un fiume che azzarderei a dire che sia il Sile, sperando che durante il viaggio non ci sia stato qualche problema e quindi che non siamo stati teletrasportati dall'altra parte del mondo.
l'unica ragione che mi ha spinto a far parte di questo progetto, è quella che nella vita che facevo nel presente era uno schifo mi ritrovavo con una ragazza nuova ogni notte, spendevo i miei soldi solo nel divertimento, non capivo più quello che volevo fare di questa vita. Ormai non aveva più senso vivere in una condizione simile; dovevo dunque dare una svolta a tutto quello che mi circondava e proprio in quel momento ho visto nel telegiornale in cui si parlava di uno scienziato che negli anni precedenti aveva progettato una macchina che avrebbe potuto portare l'umanità nel passato. É allora che ho trovato la cosa che avrebbe cambiato radicalmente il mio stile di vita. Sarebbe stata una sfida con me stesso.
Byron corre tutto felice lungo il sentiero che separa l'ambiente selvaggio dal fiume, io lo inseguo, mi fido pienamente del suo istinto. In questo preciso istante l'unico punto di riferimento che ho è proprio lui, un cane. ci incamminammo per un piccolo sentiero, forse l'unica via che mi avrebbe portato a qualche accampamento, ad un pò di compagnia e invece no... solo noi due e la nostra ombra riflessa nell'acqua del fiume. A dire la verità non so nemmeno se siamo da soli; l'unica cosa certa è che siamo due piccoli esseri viventi in un'immenso paesaggio naturale come questo. Come prima cosa da fare devo trovare del cibo, sono indeciso se fare una canna da pesca o direttamente un arpione, mi devo sbrigare sta iniziando a farsi buio. Lascio Byron a far da guardia alla canna da pesca fatta con un ramo caduto vicino a noi e intanto io con una lancia fatta legando il mio coltello ad un bastone piuttosto lungo sto cercando un luogo dove accamparci e dormire magari durante questa ricerca avro' la possibilita' di trovare altro cibo. Ecco ho trovato due alberi su cui costruire un' amaca per me e una ancora piu' su per Byron. Proprio quando ho finito e sto tornando da Byron vedo che la canna inizia a scuotersi, deve aver abboccato un pesce!Corro verso la canna da pesca piuttosto rudimentale e cerco di tirare su la "cena". E' un pesce gigantesco!Temo che la canna non regga il peso quindi cerco in qualche modo di avvicinare la bestia e ho intenzione di tuffarmi e ucciderla con la lancia. Come volevasi dimostrare, la canna si e' spezzata in due, ma sono riuscito lo stesso a catturare questo enorme pesce. credo che pesi una trentina di chili. Ormai il sole sta calando e mi affretto ad accendere un falo' su cui porre il pesce per cuocerlo.
Io e Byron ci gustiamo questa bella cena a base di erbe,raccolte in giro e pesce. Byron non sembra piacere ma mangia lo stesso.Il giorno seguente ci svegliamo all' alba la temperatura è di 18°, si sta veramente bene. Iniziamo a perlustrare il territorio troviamo delle carcasse di animali per terra e delle orme che sembrano umane e non sono poche! Deve essere un gruppo di 15 cacciatori circa. Byron annusa le orme lasciate e inizia a correre io lo seguo ma per qualsiasi uomo è faticoso stare al passo con un cane. Ci fermiamo davanti ad un dirupo, sembra che la pista termini qui. E infatti al di sotto di questo precipizio proviene del fumo. Cerco una strada che ci possa condurre lì nelle vicinanze vorrei evitare un approccio diretto con questa tribù composta da una trentina di persone tra anziani bambini e cacciatori. Potremmo essere scambiati per nemici e preferirei evitare di ritrovarmi in una situazione del genere.
Eccoci siamo a poche decine di metri dall' accampamento....
siamo arrivati all’accampamento ed in lontananza vedo un gruppo di uomini che mi vengono incontro con aria sospettosa. A debita distanza li chiedo il loro nome, ma loro non rispondono ed emettono suoni particolari; li raggiungono altri compagni armati. Per un po’ di secondi fisso lo sguardo negli occhi di ciascun componente della tribù i quali, attraverso un corno naturale, chiamano a partecipare al confronto anche il capo del gruppo. A colpo d’occhio noto che la persona che si stava lentamente avvicinando, il capo, non ha l’aspetto di quegli uomini primitivi, sporchi, con i capelli e la barba lasciati allo stato selvaggio.. lui no; è un uomo ben curato, di carnagione chiara, con vestiti lunghi ed un paio di scarpe da ginnastica a differenza degli altri che vivevano ricoperti di pelli di animale ed attraversano la foresta a piedi nudi. Provo subito una sensibile confidenza ed il mio istinto mi porta a chiedergli il suo nome.
“mi chiamo Riccardo, ma da quando vivo qui il mio soprannome in tutta la tribù è Ricky.”
“come mai affermi – da quando vivo qui-? Dove vivevi prima? Immerso nelle foreste?”
“prima di trasferirmi in questo posto, vivevo a Padova; ora ti trovi all’inizi della civiltà, dove tutto è una scoperta, non è la tecnologia che domina il mondo ma bensì la caccia, la pesca e la fortuna di trovare un posto per dormire durante la notte. Tu invece come mai ti ritrovi nel bel mezzo della natura accompagnato da un cane?”
“beh, sono arrivato un giorno fa tramite uno scienziato il quale ha voluto sperimentare un viaggio nel tempo. Sinceramente parlando, in confronto alla vita che facevo in precedenza, credo che questo viaggio, questa scoperta, questo mondo sia una sfida con me stesso con la quale dovrò scontrarmi tutti i giorni. Ora lascio la mia vita nelle mani della fortuna e spero che questo mi porti ad avere una conoscenza di me stesso più profonda.”
“come posso capirti.. anche io provavo le tue stesse emozioni nel momento in cui sono arrivato, ma ho trovato loro, un’insieme di uomini coraggiosi, senza la paura di scontrarsi con le difficoltà di tutti i giorni; loro mi hanno aiutato e continuano ancora a farlo. Hanno scelto me come capo branco poiché ho alle spalle l’esperienza di anni nei quali la realtà era molto diversa di quella di adesso. Non li lascerò mai soli per il semplice motivo che mi hanno aiutato soprattutto a crescere sia psicologicamente che fisicamente apprezzando qualsiasi cosa e venerando ogni vita che nasce, che entra nel gruppo o che purtroppo per cause divine, alle quali dobbiamo ancora dare delle risposte scientifiche, se ne vanno.”
“Ed in quale modo vorresti ricambiarli il favore?”
“Non ho in mente casi particolari, ma ogni qualvolta avranno bisogno di me sarò sempre pronti ad aiutarli. Qualche giorno fa, ci siamo scontrati con una tribù rivale; hanno rubato ogni oggetto che addobbava le tende ed il bestiame utili per la loro sopravvivenza. Inoltre hanno rapito alcune persone, e ora solo Dio sa che cosa staranno passando, ridotti come schiavi. Ho passato due giorni nel quale la mia mente pensava solo a lui; Gianni.. era il mio assistente e tutt’ora nel mio cuore lo è ancora. È stato rapito da quel branco di malviventi; chissà ora dov’è, che cosa fa, magari è più felice di quando era con me, di quando correvamo insieme per la foresta in cerca di qualcosa che magari neanche esisteva; eravamo felici di essere quello che eravamo, scoprivamo il mondo, ci comprendevamo con un semplice sguardo. Eravamo più di semplici assistenti, era il mio migliore amico. Ed è per questo che rimarrò qui a finire i miei giorni; voglio la mia vendetta, rivoglio indietro quella persona che mi ha fatto crescere, scoprendo me stesso anche se rimarrà un vuoto dentro di me. Pur di non pensare a lui, passo le mie giornate nella tenda, addormentandomi immaginandomelo attraverso i migliori ricordi che ho del suo viso, della sua voglia di vivere e di scoprire il mondo.. e ora scusa ma parlando di lui mi è venuto un vuoto allo stomaco ed è meglio se ne riparliamo domani. Qui c’è una tenda disponibile ad accoglierti se ne hai bisogno; per noi accogliere le persone è al primo posto del nostro regolamento, e se hai bisogno di cibo per te e per il cane, basta che parli con le donne sedute nell’angolo. Loro sapranno cosa prepararti..”
“Ti ringrazio veramente, saprò ricambiarti il favore. A domani capo.”
Da massimo: Oggi ci siamo svegliati molto presto, io con le coccole di Byron, mentre Ricky era in piedi da tempo, come sua abitudine . Dopo esserci vestiti abbiamo deciso di andare dalla tribù in cui Gianni era prigioniero così potevamo liberarlo. Il loro villaggio è molto bello,ben organizzato, ma arrivati lì loro senza esitare ci hanno catturano e ci hanno messo in una struttura rinchiusa. Passati un paio di minuti viene il loro capo, il quale, secondo il nostro istinto, ci vuol rendere schiavi. Portano Ricky in un’altra stanza mentre mi lasciano qua con Byron. Sento delle urla che provengono dall’altra stanza , forse stanno torturando Ricky. Finite le urla vedo che portano un lettino nel quale è disteso un corpo privo di vita; esso è avvolto in una tenda bianca ed il mio impulso mi dice che quel corpo sia proprio quello di Ricky.
Da Ion C: Ci sono rimasto davvero male alla vista del corpo inanimato di Ricky,anche se lo conoscevo da poco alla vista di un cadavere dubito che qualcuno riesca a rimanere impassibile. Speravo che grazie al suo aiuto sarei riuscito a tornarmene a casa. Credevo che quest’ esperienza mi avrebbe dato quella scossa che mi mancava nella mia vita precedente.
Un uomo esce da un altra stanza strisciando ed appena vede Ricky disteso sul lettino privo di vita, grida un urlo di disperazione. A quanto pare i due si conoscevano e, appena mi vede si scaglia su di me.
Inizia ad farfugliare qualcosa, non riesco a comprenderlo. Ma da quel che noto ha gli stessi attributi di Ricky, ovvero sembra essere molto più evoluto rispetto agli altri.Probabilmente è Gianni, l'amico disperso del povero Ricky.Beh, proviamo a parlarci. Magari, anzichè urlarmi cose senza senso potremo avere una discussione normale. Cerco di tranquillizzarlo ma è piuttosto complicato visto che è in preda alla furia dato che gli è morto un amico a cui era legato. ComeVolevasiDimostrare. è Gianni e sembra che si sia calmato dal momento in cui ho iniziato a parlare. Deve aver capito che come loro due provengo dal futuro. tutto d'un tratto mi prende per il braccio e scappa in direzione della cascata distante qualche decina di metri. La tribù se ne accorge e inizia ad inseguirci. Gianni mi porta dentro alla cascata dove vi è un tunnel che percorriamo fino a ritrovarci dall'altra parte della cascata. Cerchiamo di chiudere l'uscita con tutti i massi che troviamo. Il povero Byron è sempre più affaticato, sto iniziando a preoccuparmi seriamente per lui. Dopo aver chiuso l'uscita che li avrebbe portati a noi ci sediamo e riprendiamo fiato per questa corsa.
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